Album: Iettavuci

Plausi e consensi per “iettavuci”, il progetto musicale d’esordio dell’ennese Francesca Incudine. Scritto e cantato in lingua siciliana, manifesta l’impellenza di farsi sentire, annunciare qualcosa di importante, alzare la voce: “iettavuci” in siciliano denota infatti l’urgenza di una comunicazione, ma anche far affiorare le proprie parole dal rumore di fondo, raccontare una storia diversa dalle altre, richiamare l’attenzione degli altri, lasciare un segno, e così Francesca racconta il suo universo femminile delicato e sognante.

I brani del cd per due mesi sono rimasti nella top ten di “Catalunia Radio”, emittente radiofonica della Catalogna (Spagna). Con i brani “Iettavuci” e “Caminu sula” la cantautrice ennese si è aggiudicata ben quattro riconoscimenti al Premio Parodi 2013: premio della critica, premio per il miglior testo, premio per la miglior musica e premio dei bambini (assegnato da una giuria di 20 piccoli spettatori), un poker di corone conquistate per l’originalità, la freschezza degli arrangiamenti, la musicalità e la presenza scenica. Con i brani “Curri” e “Cori stunatu” Francesca è stata pure la vincitrice della “sezione italiana” dell’undicesima edizione del concorso musicale nazionale “L’Artista che non c’era” 2014, trionfando su 16 semifinalisti. A lei è andata anche la targa speciale “Muovi la musica” nello stesso concorso.

Il cd “iettavuci” si è inoltre classificato nella top ten del premio “Città di Loano” 2014 e nei trenta titoli selezionati per il voto miglior album in dialetto alla Targa Tenco 2014.

Nel suo esordio, Francesca Incudine si esprime attraverso la musica e la lingua siciliana ripercorrendo storie, riscrivendo sentimenti, emozioni, scelte di una vita pronta ad affacciarsi sul mondo. Le sue sono storie delicate, sospese, sguardi sull’anima di una giovane donna che osserva e che si osserva alla luce dei cambiamenti, delle paure, delle speranze che vive e attraverso luoghi e paesaggi richiamati da una scrittura immediata e visionaria. Sullo scenario delle 13 canzoni inedite, di cui Francesca è autrice, fanno la loro comparsa la sensualità di “Disiu d’amuri”, gli indugi amorosi di “Cori stunatu”, la tenerezza di “Ninnananna in re” (riscrittura siciliana del celebre brano di Bianca d’Aponte), le nuove consapevolezze di “Curri”, la voglia di riscatto di “Iettavuci”, unite alla denuncia sociale di “Mi metto o suli” (brano contro la violenza sulle donne), passando alla giocosità di “Posidonia”, all’amarcord “Caminu sula” e ritrovando una forte impronta di femminilità in “Sula” (in duetto con la voce catanese Rita Botto) e ancora nel ricercato “Luna”, nei mini-racconti onirici di “Intermezzo I” e “Intermezzo II” e nella continua ricerca di se stessa e dell’amore in “Nta sta notti”.

Musica e parole attingono a forme musicali nuove che mai smettono di dialogare con la tradizione. Accanto alle chitarre classiche, al clarinetto, al pianoforte, convivono infatti tamburi a cornice, percussioni, fisarmoniche e zampogne.

Tracce