Francesca Incudine, cantautrice siciliana classe ’87. Si appassiona all’età di 13 anni ai tamburi a cornice. Proprio in quegli anni comincia a studiare le percussioni e il canto per iniziare un percorso di formazione artistica che la porta verso la musica folk di radice popolare che spazia fino alla world music. È proprio su questo campo che da qualche anno ha intrapreso anche la strada della canzone d’autore, scrivendo e componendo in siciliano. Nel 2010 partecipa con la Compagnia Triskele, al premio per la World music Andrea Parodi, dove vince con il brano “Fimmini” di cui è autrice del testo.

Nel 2013 al Premio Parodi ritorna da solista e il suo “Iettavuci” fa incetta di riconoscimenti: premio della critica, premio miglior testo, premio migliore musica e premio dei bambini. E’ ancora del 2013 l’esperienza della 7.luas.mythos.orchestra, progetto artistico della fondazione Sète Sòis Sète Luas di Marco Abbondanza, sotto la direzione del portoghese Andrè Santos, che la vede impegnata in tour nazionale e internazionale, tra il Portogallo, l’Italia, la Francia, la Grecia, il Brasile insieme ad artisti di nazionalità diverse. Da Milano invece arriva un importante riconoscimento nell’ambito del concorso per cantautori “L’artista che non c’era”, dove conquista il Primo Premio e il Premio Speciale Muovi la Musica. Nel 2015 partecipa agli eventi artistici di Expo a Milano con due spettacoli musicali: “Il casellante” di Andrea Cammileri e “DiVentoTerra”.

Nel 2016, al Premio InCanto, contest di uno dei più prestigiosi club Romani, L’Asino che Vola, vince il premio della critica “Piero Calabrese”, premio Migliore performance, premio Indiegeno Fest e l’accesso in finale al premio Musica Controcorrente. Nello stesso anno sbanca anche al Premio Botteghe d’Autore ad Albanella (SA) conquistando, oltre al premio assoluto, anche una menzione come miglior arrangiamento con il brano inedito “Linzolu di Mari”. Ad ottobre, infine, si aggiudica il premio Musica Controcorrente, ricevendo una menzione anche per la rivisitazione del brano “Lazzari felici” di Pino Daniele.