CLICCA SUL TITOLO DELLA CANZONE PER ACCEDERE AL TESTO

1 – ROSA SPINUSA – L’amore che insieme ci tormenta e ci libera, un gioco tra le parti, tra i suoi diversi volti e che alla fine scioglie le resistenze e gli inverni quando trae forza solo da sè stesso.

2 – TARAKÈ – Il brano che fa da traino a tutte quelle piccole “cadute” che l’arte riesce a trasformare in danza. Si canta il coraggio di ricominciare e di come si cambia solo se lo si vuole davvero, senza inventare scuse e mantenendo l’anima accesa.

3 – DI NOTTI NASCIUNU I CANZUNI – Come nasce una canzone. A volte in macchina, a volte mentre si passeggia, a volte di notte… quando la mente è troppo debole per potersi mentire e allora i pensieri cominciano a fare rumore.

4 – QUANTU STIDDI – L’amore non è possesso, ma appartenenza, esserci l’uno per l’altra, come “sigillo sul cuore e sul braccio” recita il Cantico dei Cantici. “Ani le dodi ve dodi lì”, in ebraico significa “io sono per il mio amato e il mio amato è per me”; non un amore a senso unico, ma ancora una volta un amore libero che nel silenzio trova il suo senso, “muta è la tammura, nun dici mancu didda ‘na parola”.

5 – NO NAME – Il 25 marzo 1911, 146 operai (17 uomini e 129 donne) rimasero uccisi nell’incendio della Triangle Waist di New York, la “fabbrica delle camicette bianche”. Ispirato al libro di Ester Rizzo “Camicette Bianche, oltre l’8 marzo”, questo brano raccoglie immagini, numeri, volti senza nomi di tante donne che affidarono le loro vite e le loro speranze ad una nave e alle acque di un oceano e in un attimo divorate dalle fiamme.

6 – GUTIERREZ – Un altro viaggio per mare. Ispirato al dialogo tra Cristoforo Colombo e Gutierrez di Leopardi, questo brano riporta i pensieri dei due, le ansie, le preoccupazioni, le attese, le ragioni di un viaggio, oltre la gloria che “ha poco peso, non ha volto, né misura”. Scrivevano De André e Fossati: “per la stessa ragione del viaggio viaggiare” e chissà davvero quali siano stati i pensieri di questi due uomini dopo tanto navigare. Ogni viaggio è come “un salto dalla rupe di Leucade”, la famosa rupe da cui gli amanti infelici si lasciavano andare: l’esito della loro caduta avrebbe trasformato in ogni caso le loro vite, avrebbero trovato consolazione nella morte o, in caso di sopravvivenza, avrebbero trovato la spinta per apprezzare di più la vita. Per chi osa e non ha paura di “cambiare colore”.

7 – LINZOLU DI MARI – Da un mare ad un altro, quello increspato dalle voci e dalle storie di chi non ha colpe, di chi non c’entra niente. Un invito a restare umani di fronte al dolore che non ha nome,
non ha colore, non ha fede e non ha terra, di fronte ad un dolore che ci attraversa. All’interno del brano una citazione tratta dal libro “Oceano Mare” di Alessandro Baricco ripensata in siciliano.

8 – DORMI FIGGHIU – Dopo la tempesta, una preghiera. Quella di una madre, di un padre, di un’umanità.

9 – FRORE IN SU NIE (di Gino Marielli) – Un omaggio alla splendida voce e anima di Andrea Parodi, già cantante dei Tazenda e poi protagonista di un importante percorso solista nell’ambito della world music. Un brano a cui la Incudine è molto legata, presentato per la prima volta in occasione del Premio Parodi 2013. Un canto che ha la forza di un “fiore sulla neve” che resiste nonostante tutto.

10 – ‘NA BONA PAROLA – La “bona parola” diventa una parola buona, una parola gentile. Il compromesso, la maldicenza, la remissività sono capovolti nel proverbio dei proverbi “calati juncu ca passa la china” che diventa “susiti juncu ca torna la china”; tutto si può affrontare e tutto si può cambiare.

11 – COMU FUSSI PICCIRIDDA – Casa è un luogo, ma ancor di più una sensazione. Un ricordo, un profumo, un luogo, una canzone può farci sentire a casa sempre; quando abbiamo perso la strada e cerchiamo di capire “che giro fa l’amore prima di ritornare a casa…”. Il tempo migliore è quello che viene o quello che passa? Il segreto è viverlo con cuore bambino, “comu fussi picciridda…”, con la meraviglia di scoprilo ogni giorno.